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F. NIETZSCHE, La visione e l’enigma, da Così parlò Zarathustra, titolo originale:“Also sprache Zarathustra”. Traduzione di M. Montinari.
Delirante.

– Tutte le cose diritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo.-
– Tu, spirito di gravità!- dissi io incollerito – non prendere la cosa troppo alla leggera! O ti lascio accovacciato ove ti trovi, sciancato   e sono io che ti ho portato in alto! Guarda- continuai- questo attimo! Da questa porta carraia, che si chiama attimo, comincia all’indietro una via lunga, eterna: dietro di noi è un’eternità. Ognuna delle cose, che possono camminare, non dovrà forse avere già percorso una volta questa via? Non dovrà ognuna delle cose che possono accadere, già essere accaduta, fatta, trascorsa una volta? E se tutto è già esistito: che pensi, o nano, di questo attimo? Non deve anche questa porta carraia    esserci già stata?

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2 thoughts on “Luglio 09. Così parlò Zarathustra.

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